La donna nella Costituzione della Repubblica Italiana

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La donna nella Costituzione della repubblica italiana[edit]

La nostra Costituzione, in svariati articoli, si occupa della tutela delle donna, seppur da angolazioni diverse; vediamo quindi di scorrere i principiali passaggi che riguardano il gentil sesso, tramite la disamina dei singoli articoli che solennemente affermano dei principi assolutamente fondamentali.


L’eguaglianza davanti alla legge[edit]

In un apposito articolo, è scritto che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Come ben si può rilevare l’appartenenza al genere femminile non deve, secondo i nostri padri costituenti, essere fonte di discriminazione né davanti alla legge, né in termini di dignità sociale.


L’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi[edit]

E’ sempre all’interno della Costituzione che in tema di famiglia, intesa come società naturale fondata sul matrimonio, viene espressamente sancito che “il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare”. Per cui, se tempi addietro era consentito che i cosiddetti padri e padroni, disponessero non solo della vita dei figli, ma anche delle mogli, oggi questo principio di eguaglianza non solo morale ma anche giuridica, taglia la testa al toro.


Protezione della maternità[edit]

Con riguardo al delicato tema della donna-madre la costituzione italiana in altro apposito articolo investe la Repubblica del compito di agevolare con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose. Con riguardo poi alla specifica figura della donna, afferma che è sempre dovere della nostra repubblica quello di proteggere la maternità, l’infanzia e la gioventù favorendo gli istituti necessari a tale scopo. Quindi, dopo aver formalmente asserito un riallineamento dei diritti uomo-donna in un’ottica paritaria, il dettato costituzionale fa un passo in più fino a parlare di vera e propria protezione della donna che è anche madre.


Parità della donna nell’ambiente di lavoro[edit]

Una volta tutelata la maternità, i padri costituenti non potevano non affrontare l’altrettanto nevralgico polo costituito dai diritti delle donne lavoratrici. E, infatti, in un ulteriore articolo di legge vengono affrontati due passaggi molto importanti e cioè che: 1. la donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore; 2. le condizioni del lavoro devono consentire l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale e adeguata protezione.

Come si evince chiaramente da quanto sopra esposto, la norma costituzionale da un canto rimarca il principio della parità con l’uomo, dall’altro, pone in essere un contemperamento del duplice ruolo di lavoratrice e madre/moglie.